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Avatar di Giacomo Lagona

Molto bello. Ed è interessante anche perché fa il percorso inverso rispetto al mio ultimo post sulla Groenlandia: io parto dalla geopolitica materiale (Lauder, GIUK gap, basi militari) e arrivo alla retorica delle terre rare come copertura; lei parte dalla semiotica (Barthes, Baudrillard, il compleanno di Meloni a Tokyo) e arriva allo stesso punto: la Groenlandia come brand, come narrazione che produce ineluttabilità.

Il passaggio chiave è quello che avevo sottolineato anch'io in un commento a quel post: "Avevano diciassette basi militari e le hanno smantellate loro; potrebbero ricostruirle, aumentare i militari e né alla Groenlandia né alla Danimarca la cosa creerebbe il minimo problema." Le terre rare sono storytelling, il GIUK gap è geografia.

La parte su Thiel è la più interessante. La tesi implicita: i network state, il seasteading, la parabiosi non sono progetti reali ma operazioni di branding che costruiscono mercati. "I gonzi transumanisti sono i numeri del conto corrente di Peter Thiel." Cinismo consapevole: vendi la narrazione dell'immortalità, brevetti farmaci, incassi. È lo stesso meccanismo della Groenlandia: vendi la narrazione delle terre rare, controlli il corridoio artico, incassi.

Complimenti!

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