3 Commenti
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Avatar di Giacomo Lagona

Molto bello. Ed è interessante anche perché fa il percorso inverso rispetto al mio ultimo post sulla Groenlandia: io parto dalla geopolitica materiale (Lauder, GIUK gap, basi militari) e arrivo alla retorica delle terre rare come copertura; lei parte dalla semiotica (Barthes, Baudrillard, il compleanno di Meloni a Tokyo) e arriva allo stesso punto: la Groenlandia come brand, come narrazione che produce ineluttabilità.

Il passaggio chiave è quello che avevo sottolineato anch'io in un commento a quel post: "Avevano diciassette basi militari e le hanno smantellate loro; potrebbero ricostruirle, aumentare i militari e né alla Groenlandia né alla Danimarca la cosa creerebbe il minimo problema." Le terre rare sono storytelling, il GIUK gap è geografia.

La parte su Thiel è la più interessante. La tesi implicita: i network state, il seasteading, la parabiosi non sono progetti reali ma operazioni di branding che costruiscono mercati. "I gonzi transumanisti sono i numeri del conto corrente di Peter Thiel." Cinismo consapevole: vendi la narrazione dell'immortalità, brevetti farmaci, incassi. È lo stesso meccanismo della Groenlandia: vendi la narrazione delle terre rare, controlli il corridoio artico, incassi.

Complimenti!

Avatar di Andrea Venanzoni

Grazie molte!

Thiel potrà anche parzialmente essere interessato all'output ideologico-utopistico ma come ha dichiarato in una intervista del 2023, parlando delle ricerche anti-ageing, alla fine è pubblicità e soprattutto è mettere un piede in un settore che ora è apparentemente futuristico ma che in futuro potrà divenire mercato a tutti gli effetti. Stesso a dirsi per i network di città private scisse dalla sovranità: sono esperimenti istituzionali, certo, ma il filo comune che lega tutte le esperienze di Friedman, finanziato da Thiel, è quello di avere spazi dove poter sperimentare senza intralcio regolatorio e raggiungere auspicati avanzamenti in settori che invece nel cuore degli Stati sono zavorrati (un concetto espresso in maniera molto cristallina dal padre di Patri, David Friedman in 'L'ingranaggio della libertà'). La Groenlandia non fa eccezione; considerando che il modello dichiarato è quello della Louisiana del 1803 (non per caso l'attuale Governatore è stato scelto da Trump come inviato per la Groenlandia) e quindi si tratta di una dinamica contrattuale/mercatoria, questi modelli, quelli della narrazione che circonda le trattative e la proposta di acquisto, sono i più indicati

Avatar di Giacomo Lagona

Esatto, e il dettaglio del Governatore della Louisiana come inviato per la Groenlandia è perfetto: il modello 1803 non è solo metafora, è template operativo dichiarato. La differenza è che Jefferson comprò un territorio da un impero in bancarotta, Trump vuole comprarlo da un alleato NATO che non ha nessuna intenzione di vendere. La narrazione serve a rendere plausibile l'implausibile: se ripeti abbastanza volte “Louisiana 1803”, l'acquisto di un territorio sovrano nel 2026 inizia a sembrare un precedente invece che un'anomalia.

Su Friedman padre ha ragione: l'obiettivo non è l'utopia in sé, è lo spazio senza zavorra regolatoria dove brevettare quello che altrove non potresti. Il seasteading fallisce, ma i farmaci sperimentali restano.